CON-NESSI È MEGLIO 

 Ti lascia senza parole, perché non se ne riescono a pronunciare più, senza mettersi a pensare a quali nessi esse nascondano se pronunciate in fila, o spezzate, o sillabate, o se affiancate in fortunate e studiate combinazioni. Le parole, adorate, sono plastiche e irriverenti, a volte ribaltano la realtà prima ancora che esca dalla bocca, altre invece la amplificano mettendoci una pulce nell’orecchio su ciò che è sempre stato sotto ai nostri occhi ma che non ci ha mai fatto storcere il naso. Alessandro Bergonzoni è un Re Mida del verbo, e anche del nome, del pronome, dell’avverbio e della preposizione. Sul palco di un teatro, dategli una luce e una scenografia di incubatrici con all’interno un copione e lui lo nutrirá con il suo genio fino a svezzare i concetti racchiusi in esso, compressi in singole frasi, spargendo parole che in un pubblico attento diventano mine a grappolo capaci di infrangere anche vetri doppi di indifferenze e pigrizia mentale  

Inizia immaginando “Funerali per viventi, senza ceri ma con molto ci sono” e poi Nessi fino alla fine, alla fine che non è fine ma è il fine, quello di aprire le menti prima che lo spettacolo si chiuda. E mi chiedo come farò a non guarire mai più dalla patologica passione di giocare coi lemmi trovando nessi tra significati, suoni e pensieri. I migliori nessi sono quelli inaspettati che svelano chi siamo e cosa amiamo, dove la mente trova una via di fuga dalla censura interiore arrampicandosi tra lettere e fonemi come un evaso tra le righe e tra le sbarre. 

Con-Nessi è meglio 

AltriPercorsi. Teatro Manzoni di Monza. Una rassegna ispirante che prosegue con AltriPercorsi, a tappe, QUI IL PROGRAMMA.

HEKA IN TECA 


“Magia o gestire la crisi?” Me lo chiede una teca mentre, assorta nella storia antica, visito il Museo Egizio di Torino, audioguida capricciosa all’orecchio e pensiero sui banchi delle elementari. 

Leggo la “dida” e il mio amore per le parole esplode, si moltiplica anche nel tempo, oltre che nello spazio. Quello per le parole scelte con cura, pesate, non per evitare di compromettersi, anzi, per compromettersi e anche pesantemente, nella direzione in cui si crede, con la limpidezza di un messaggio chirurgicamente comunicato a parole. A cui seguono i fatti. 

Magia o gestione della crisi. Magia E gestione della crisi

Heka, forza soprannaturale impiegata per affrontare e gestire situazioni difficili che accompagnano passaggi di stato. Tra sarcofagi e vasetti, geroglifici e mummie con gli arti superiori separati, o di gatto e cane, trovo una saggezza antica che ha attraversato i millenni per arrivare a me, che in una domenica d’agosto visito un museo vergognosamente mai visto.

Una saggezza e una sicurezza, quella di poter contare sulla mia heka, sempre/comunque/anzi. E di poter contare sui passaggi di stato, per non morire lentamente. Anche perché oggi non ci sono più i sarcofagi di una volta!