NUMERO UNDICI #FUORIPOSTO 

Numero Undici di Jonathan Coe, tra i #fuoriposto, gruppo di lettura della libreria Virginia e Co (Monza) 

Foto di Giovanna Canzi

Perché poi quei ragni? Partendo dal finale, che non sveleremo, si è discusso di Numero Undici concordando che “è un libro che consiglierei” ma sbizzarrendoci fantasiosamente sugli “anche se” raccogliendone anche di opposti. Jonathan Coe si è dimostrato, per chi lo conosceva già, confermato, un abile tessitorie di trame. Nel suo nuovo romanzo ha toccato tutti i temi più scomodi e attuali senza tirarsi indietro. Concentrandosi sul potere, sul mondo dello spettacolo, dei media e della politica, non ha trascurato amore, omossesualità e rapporti familiari, distribuendo tra i suoi personaggi questi ingredienti in modo che nessuno rimanesse troppo vuoto o contradditoriamente “pieno”. 
Ma?  
Foto di Giovanna Canzi

Perchè questa trovata finale? Per alcuni “non sapeva come terminare il romanzo”, come se si fosse stancato e avesse voluto frettolosamente chiudere e consegnare il malloppo all’editore. Molti si sono chiesti perché, pochi, ma qualcuno c’è stato, hanno trovato una risposta. “Il declino che si è trovato a descrivere a quel punto della storia era così terribile che ha dovuto ricorrere a creature ‘fantasy-horror’, sentendo che il sarcasmo pungente di sempre non sarebbe bastato”. È una interpretazione, possibile, un alibi che vede un Coe che ha scelto e non che è scivolato, in parte anche giocando sul fatto di poter contare sull’affievolirsi dello spirito critico nei suoi confronti sia da parte dei suoi lettori sia da parte dei suoi editori. 

Anche lo stile ha deluso, con frasi a volte banali soprattutto se firmate da una penna che in altri romanzi ha fatto sognare per la sua acrobatica armonia sempre essenziale e allo stesso tempo capace di magie. Soprattutto nella parte iniziale, quando il mondo di Numero Undici è visto con gli occhi di una ragazzina, la prosa non si può dire ricercata. C’è chi ci ha fatto caso, chi ne è rimasto turbato, chi, catturato dalla storia, ha tirato dritto fino alla parte più intensa e interessante del romanzo. Ragni giganti o meno, Coe non ha mancato di coraggio nell’entrare nel merito del marcio della propria Gran Bretagna, anche firmando un finale discutibile e che ci ha fatto discutere mettendo in luce una volta di più come le stesse righe facciano vibrare corde differenti in ogni lettore. 

Il prossimo appuntamento #fuoriposto è martedì 7 marzo alle 21 alla vineria Bohème di via Bergamo. Con il libro LA PURGA di Sofi Oksanen

Il titolo pubblicato, in Italia da Guanda, ha vinto contro Cortocircuito di Yehoshua Kenaz (Nottetempo) e Questa vita tuttavia mi pesa molto di Edgardo Franzosini (Adelphi).

La precedente puntata #fuoriposto potete leggerla QUI 

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Gruppo di lettura… dove? #FUORIPOSTO


Tutt’altro che “anonimi”, e men che meno “per caso”, noi, lettori #fuoriposto, martedì sera abbiamo occupato tutta lo spazio a disposizione al primo piano dell’intimo locale Bohème. E, quanto ad intimità, direi impossibile non entrarci data le distanze ravvicinate a cui l’abbondante partecipazione al novello gruppo di lettura ci ha costretti.
Cuscini a terra, calici di vino democraticamente sia bianco che rosso, sparsi sui ripiani, vestiti alle pareti come anime veglianti sulla nostra prima riunione. In quale si nasconde la nostra Virginia? In quello a fiori affianco al sofá o nell’altro sbracciato color amaranto? Comunque lei c’è.

Seduti, chi per terra, chi su sedie, chi su un lungo divano dall’aria comoda e vissuta, con un cartello stradale di Juan Les Pins alla spalle, abbiamo proposto. Esponendoci

Da decidere, democraticamente – imperativo dettato dalla libraia, impossibile contraddirla – il nome del nostro gruppo e il titolo del libro che discuteremo il 7 giugno

Per il nome, tre proposte su cui “pensarci su” ma in qualche modo vogliamo chiamarci:

– Gli amici di Virginia 

– I fuoriposto

– In compagnia di Virginia 


Il libro più votato é stato quello dell’Islandese Jón Kalman Stefánsson: LUCI D’ESTATE ED È SUBITO NOTTE (edizioni Iperborea)

Complici gli occhi brillanti ed eloquenti della proponente e l’appoggio della libraia Raffaella, anche se in tasca aveva tre proposte competitors, questo volumetto lungo e stretto, alto “ma è piú l’apparenza, colpa del formato”, ci porterà in Islanda. Tutti pronti per partire, obbligatorio presentarsi all’imbarco! Sì: nella totale e a tratti disarmante democrazia che vige tra noi #fuoriposto , uno dei pochi doveri é leggere il libro. O almeno provarci, poi, se non tiriamo la fine, avremo spazio per spiegare cosa ce lo ha reso indigesto, ascoltando magari il vicino di cuscino che lo ha divorato in una notte. 

A presentare brevemente il libro, nella prossima riunione, dando il via alla discussione, sarà chi lo ha proposto. 



Gli altri candidati titoli restano proposte valide per le prossime puntate del gruppo. Se non suggestioni per lettori-single che vogliono dedicarsi. Eccoli. Ogni titolo è link attivo per consultare una scheda del libro nel caso non ci ricordassimo “qual è quello che han detto che”… 🙂 

Lucinella di Lore Segal (edizioni Cargo) 

Il mare color del vino di  Leonardo Sciascia (Adelphi)

Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (Mondadori) 

Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli)

Nessuno scompare davvero di  Catherine Lacey  (edizioni SUR) 

Paesaggio con tre alberi di Yehoshua Kenaz (edizioni Nottetempo)

Autobiografia di una femminista distratta di Laura Lepetit (edizioni Nottetempo)

Cecità di José Saramago (Einaudi) 

La boutique del mistero di Dino Buzzati (Mondadori) 

Mr Gwyn di Alessandro Baricco (Feltrinelli)

Il Parnaso ambulante di Christopher Morley (Sellerio edizioni) 


Esclusi dalla rosa dei candidati per motivi logistici ma stuzzicanti, anche

Istanbul di Ohran Pamuk (Einaudi) 

Io sono febbraio di Jones Shane (Isbn edizioni) 


Ci vediamo MARTEDI 7 GIUGNO ALLE 21. Fuoriposto ma tutti nello stesso: la vineria Bohème di via Bergamo 15 (Monza).

Chi desidera unirsi in corsa, libro in mano, voglia di condividere in pectore, vestiti comodi (solo i primi possono accaparrarsi la poltrona!): sarà il benvenuto

Per qualsiasi informazione, Raffaella vi aspetta nella sua libreria Virginia e Co. in via Bergamo 8. Sì, Raffaella, non Virginia … ma se la chiamate Virginia non si offende!