Constancy and Change

Constancy and Change in Korean – fuoriprogramma al FuoriSalone2017 Milano (Palazzo della Triennale, 4-9 aprile) 
Entro per il titolo e mi trovo accolta da un’atmosfera così linda e allo stesso tempo invitante, che non teme di essere sporcata o messa in disordine, da non resistere alla tentazione di proseguire. 


Il bello di queste ceramiche sospese nel tempo e armoniosamente distribuite nello spazio non teme il mio caos e scardina la mia convinzione che il “change” debba per forza crearne ulteriormente. 

Vasi semplici e candidi, pezzi unici che mi raccontano come è possibile cancellare ogni indizio di fusione se tale processo è fatto con abilità. 


Vasi con decorazioni create con mani e unghie, alcune paiono spighe dolcemente abbandonate al vento, altre graffi di rabbia lasciati da un morente, altre ancora anatre disorientate in uno stagno bianco latte. 


Alcuni vasi riportano motivi ossessivi da intuire giocando con la luce che li colpisce a tratti smascherandoli, altri nascondendoli. Nella ripetizione di un unico oggetto-foglia spunta un esserino appeso ad un ramo con aria divertita.


I colori sono tenui, suonano una musica silenziosamente soffice che solo gli occhi possono percepire. Tonalità azzurre o crema, marroni, bianche ma mai fredde. Avvolgono come é giusto che faccia un vaso, con il proprio contenuto, nella mostra l’avvolto è il visitatore. 


Sulla superficie di un pezzo sono incise cifre in sequenza progressiva: Constancy! Senza cercare troppa visibilitá, grigio su bianco, accompagna il change fino agli ultimi pezzi dell’esibizione. Uniscono materiali diversi, il più quotato ha un colibrì di madreperla minuscolo su fondo nero che sembra voler lasciare le sue 2D per infilarsi nelle tasche di chi lascia il palazzo della Triennale, diverso, come me, da come é entrato, e in costante cambiamento. Constancy and Change. In Korean, in Milan. FuoriSalone 2017.


E il catalogo? Lo sfoglio (già il Change si vede, non lo faccio mai) e scopro che al posto delle fototessere da segnalazione in Questura, gli artisti compaiono con l’immagine delle loro mani. Sono ciò con cui creo? 



Per informazioni ufficiali e ordinarie vi rimando a questo articolo