ALLUCINAZIONI DA #fuoriposto

Un libro che ha rasserenato, rincuorato, informato. Ad alcuni non ha entusiasmato. Questo se letto in solitudine, in attesa dell’appuntamento dei #fuoriposto , l’ultimo dell’anno 2016. Lo stesso volume, messo nel bel mezzo di un gruppo di lettori dai gusti, dalle età e dai vissutu più vari, ha acceso una vivace discussione sui confini tra pazzia e “normalità”. Il titolo è Allucinazioni e lo ha scritto nel 2013 Oliver Sacks, noto neurologo se non anche scrittore morto nel 2015 e reso famoso nella comunità dei lettori non tecnici dal libro “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”. A pubblicare, il libro “miccia” della dibattito dei #fuoriposto e il titolo noto, è sempre Adelphi. Ci si chiede a tratti anche perché una casa editrice così mette sugli scattali dei librai e dei bibliotecari, avvolto nella sua sobria copertina, un saggio divulgativo sulle allucinazioni non legate a problemi psichici come fosse uno dei suoi tanti titoli più narrativi. Questo per alcuni strambo gesto non è da far passare sotto silenzio perché, tacito e già compiuto, pone interrogativi che si ripropongono al lettore non esperto in neurologia mentre sfoglia i casi raccontati da Sacks. Ciò che colpisce, piace e da a volte perfino una sorta di sensazione di sollievo, in Allucinazioni, è come l’autore racconta le storie delle persone in cura. Lo fa con rispetto, senza negarne la malattia, ma riconoscendo loro comunque il diritto di essere descritte, e ancor prime ascoltate, poi comunicate, senza cappelli introduttivi intrisi di etichette e pregiudizi. Uno per tutti l’esempio della anziana spaventata dalle proprie allucinazioni: ma che mi sta succedendo? Sacks, facendole quasi comprendere ciò che avviene, la porta a convivere con il fenomeno senza restare terrorizzata a vita. Non è sola, ha allucinazioni, ma non è sola a lottare in un terreno dove i confini tra reale e non, sono stati cancellati dall’età. Oppure da problema chimico, dalla mancanza di sonno, da sostanze assunte.

Ci sono lettori che vedono Sacks come un vero e proprio “scardinatore” del confine tra “sintomo e patologia”, uno che mette in chiaro che chi ha allucinazioni “non è pazzo”. Il fatto che una cosa escluda l’altra, è stato al centro di un lungo dibattito #fuoriposto , certo è che questo neurologo da poco scomparso è in grado di aprire gli occhi di chi è interessato, su un capitolo di allucinazioni poco raccontate. Mai raccontate con uno stile come il suo, tecnico ma anche divulgativo, non privo di basi scientifiche (dati anche i rimandi a testi di studi).

Non ha coinvolto tutti, molti si sono chiesti, dopo questa sfilata di casi di allucinazioni, “e quindi?”. C’é chi, terminato il libro, non ha che preso atto del “mistero del cervello, di quanto poco ne capiamo e di quanto poco ne capiscono ancora i dottori”.

Il prossimo incontro dei fuoriposto sarà il 17 gennaio 2017. Pur essendo giorno di falò, quelli di Sant’Antonio, da tradizione, non bruceremo libri, ma sarà un dibattito immagino di nuovo acceso. Attorno al libro di Jonathan Coe: NUMERO UNDICI (Feltrinelli). 
Altri libri proposti sono stati 

– La vita immortale di Henrietta Lacks (Rebecca Skloot) Adelphi

– Dolorose considerazioni del cuore (Sandra Petrignani) Nottetempo Edizioni

– Bella era bella, morta era morta (Rosa Mogliasso) NN Editore

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